Novità normative di Ottobre 2012

01/02/2013

Nessuna sanzione per il superamento dell’orario concordato con il contratto di solidarietà

News1

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha richiesto al Ministero del Lavoro dei chiarimenti sulle eventuali conseguenze sanzionatorie che possono gravare sull’azienda, rientrante nel campo di applicazione della Cigs, che non rispetti l’accordo sulla riduzione dell’orario di lavoro prevista in sede di stipulazione del contratto di solidarietà e richieda al personale coinvolto l’espletamento di un numero di ore maggiore rispetto a quelle concordate nel suddetto contratto.

Nella risposta il Ministero ricorda che la finalità del contratto di solidarietà è di evitare la riduzione di esubero di personale e che in sede di stipula le parti concordano la riduzione dell’orario di lavoro nelle forme di riduzione dell’orario giornaliero, settimanale o mensile e non annuale.

Il contratto di solidarietà è ritenuto idoneo a perseguire il suo scopo se la percentuale di riduzione dell’orario di lavoro concordata tra le parti, parametrata su base settimanale, non supera il 60% dell’orario di lavoro contrattuale dei lavoratori interessati dalla solidarietà.

Le parti stipulanti il contratto di solidarietà possono derogare la riduzione precedentemente stabilita con delle clausole contenute nel contratto stesso specificando anche le modalità di attuazione delle suddette deroghe.
A fronte della valutazione previsionale eseguita in fase di stipula del contratto di solidarietà si possono verificare successivamente delle particolari esigenze produttive che comportano la riduzione delle ore di solidarietà ed un aumento delle prestazioni lavorative con un conseguente minore intervento assistenziale.

La normativa, infine, impone l’obbligo della stipulazione di un nuovo contratto di solidarietà solo nel caso in cui sia necessaria una ulteriore riduzione dell’orario di lavoro concordato poiché determina un maggiore aggravio di spesa pubblica, mentre per l’ipotesi contraria con riduzione delle ore di solidarietà non sussiste tale obbligo.
Il Ministero in conclusione conferma che non sono applicate sanzioni se per particolari esigenze produttive si riducono le ore di solidarietà fermo restando che devono essere rispettate le regole per la corretta applicazione delle modalità di variazione oraria stabilite dalla normativa e per la contabilizzazione e registrazione delle ore effettivamente prestate dai lavoratori, anche quelle in eccedenza.

Il datore di lavoro è obbligato a versare la relativa contribuzione e corrispondere la retribuzione dovuta per ore effettivamente prestate dal lavoratore. Inoltre, dovrà comunicare correttamente all’Inps, le ore di lavoro non prestate per le quali il lavoratore ha diritto all’integrazione salariale.

Eventuali condotte fraudolente determinate dall’impropria utilizzazione delle risorse pubbliche verranno accertate dal personale ispettivo.

Chiarimenti sulle prestazioni pensionistiche da erogare in regime internazionale

Il Decreto 6 dicembre 2011, n. 201 c.d. “Salva-Italia” ha introdotto nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici e l’Inps nella circolare numero 35 del 14 marzo 2012, aveva riassunto tutti i cambiamenti intervenuti in seguito alla riforma spiegando in maniera dettagliata tutte le nuove regole.

A completamento delle istruzioni fornite in precedenza, l’Istituto con la circolare numero 119 del 4 ottobre 2012, fornisce disposizioni e chiarimenti con riferimento alle prestazioni in regime internazionale con particolare riguardo agli impatti dei periodi assicurativi/contributivi nei Paesi UE, in Svizzera e nei Paesi aderenti allo SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia).
Ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi per l’accesso al pensionamento vanno presi in considerazione anche i periodi di contribuzione in questi Paesi, in applicazione alle disposizioni relative alla totalizzazione dei periodi assicurativi, tenendo conto delle regole del pro-rata in merito al pagamento dell’importo da parte dei Paesi interessati.
In tema di rivalutazioni automatiche periodiche delle pensioni, l’Istituto precisa che sono riconosciute nella misura del 100% esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo Inps, senza alcuna rilevanza dell’eventuale prestazione pensionistica erogata da un Paese estero.

Infine, per l’applicazione delle normativa previgente in materia di requisiti pensionistici per i soggetti autorizzati al versamento della contribuzione volontaria prima della data del 4 dicembre 2012, l’Inps ribadisce che continuano a non avere rilevanza l’eventuale autorizzazione alla prosecuzione volontaria concessa da uno Stato estero sulla nostra legislazione.

Aggiornate le prestazioni economiche per infortunio sul lavoro e malattia professionale del settore industria, agricoltura e per infortuni in ambito domestico

Con la circolare numero 49/2012, l’Inail ha fornito i nuovi valori delle prestazioni economiche per infortunio sul lavoro e malattia professionale, applicabili a decorrere dal primo gennaio 2012, nel settore industriale, agricolo e per gli infortuni domestici.
Nel settore industriale, i riferimenti retributivi per procedere alla prima liquidazione delle rendite sono i seguenti:

  • Euro 73,88 – Retribuzione media giornaliera per la determinazione del massimale e del minimale della retribuzione annua
  • Euro 15.514,80 – Retribuzione annua minima
  • Euro 28.813,20 – Retribuzione annua massima

L’assegno “una tantum” in caso di morte per i superstiti è stato fissato nella misura di euro 2.046,81 ed è rapportato alla retribuzione di euro 57.536,00 con le seguenti percentuali:

  • 1/3 della retribuzione per sopravvivenza del coniuge con figli aventi i requisiti
  • ¼ della retribuzione per sopravvivenza del solo coniuge o dei soli figli aventi i requisiti
  • 1/6 della retribuzione per i restanti casi

Per le operazioni di riliquidazione delle prestazioni già in corso, l’Istituto applicherà, sempre con riferimento al settore industriale, i seguenti coefficienti di rivalutazione:

  • Anno 2010 e per gli anni precedenti: euro 1,0568
  • Anno 2011: euro 1,0000

L’assegno per l’assistenza personale continuativa è pari ad euro 483,37

Decreto Sviluppo-bis

Con l’approvazione del decreto Sviluppo-bis, il Governo ha previsto una serie di provvedimenti per agevolare la crescita del nostro Paese che trovano applicazione nelle seguenti aree:

  • Agenda digitale
  • Startup (nuove imprese)
  • Infrastrutture
  • Investimenti esteri
  • Credito alle Piccole e medie imprese
  • Assicurazioni

Tra tutti segnaliamo in particolare alcune importanti novità introdotte dagli articoli 27, 28 e 29 contenuti nella sezione IV – “Misure per la nascita e lo sviluppo di imprese innovative”.

Somministrazione e computo del periodo massimo di trentasei mesi di proroghe e rinnovi nei contratti a termine

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, con la risposta all’Interpello numero 32 del 19 ottobre 2012 posto da Assolavoro, fornisce importanti chiarimenti sul computo del periodo massimo di occupazione del lavoratore in caso di successione di più contratti a termine presso lo stesso datore di lavoro per lo svolgimento di mansioni equivalenti.
La legge 92/2012 c.d. Riforma del Lavoro, ha modificato le regole per il calcolo del periodo massimo di durata del contratto a termine stabilendo che nel calcolo del raggiungimento della soglia dei trentasei mesi devono essere ricompresi anche i periodi in regime di somministrazione che hanno come oggetto mansioni equivalenti. Il predetto limite non trova applicazione nei casi in cui l’attività di lavoro viene svolta sempre in regime di somministrazione.
In particolare Assolavoro chiede al Ministero se un’azienda utilizzatrice possa far ricorso al contratto di somministrazione a tempo determinato nei confronti dello stesso lavoratore che ha esaurito il periodo massimo di trentasei mesi.

Nella risposta la Direzione Ispettiva precisa che come stabilito dalla Riforma del lavoro i periodi di lavoro in somministrazione vanno inclusi nel computo dei trentasei mesi ma che una volta raggiunto tale limite il datore di lavoro perde solo la possibilità di stipulare ulteriori contratti a termine mentre può continuare ad utilizzare lo stesso lavoratore facendo ricorso alla somministrazione a tempo determinato in quanto i due istituti contrattuali rappresentano degli strumenti di flessibilità differenti.
Pertanto dopo il superamento della soglia dei 36 mesi entro il quale deve essere limitato il ricorso al lavoro a termine, non sono conteggiati i periodi svolti con contratto di somministrazione.

Pubblicato in GU il decreto ministeriale che definisce le modalità di comunicazione sulla prosecuzione del rapporto di lavoro oltre la scadenza fissata inizialmente

La legge 92/2012, c.d “Riforma del Lavoro”, ha stabilito che nei casi di superamento della scadenza fissata per i contratti a termine, il datore di lavoro è obbligato a trasmettere al Centro per l’Impiego, entro la scadenza del contratto, la comunicazione della continuazione del rapporto di lavoro specificandone anche la durata. La regolamentazione dell’adempimento era stata demandata ad un decreto ministeriale che doveva essere emanato entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge 92/2012.

Sulla Gazzetta Ufficiale numero n. 251 del 26 ottobre 2012, è stato pubblicato il Decreto 10 ottobre 2012, che definisce le modalità di comunicazione sulla prosecuzione del rapporto di lavoro oltre il termine inizialmente fissato e le rende operative entro il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta.
Il Decreto ha stabilito che la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre il termine inizialmente deve essere comunicata al Centro per l’Impiego in cui è ubicata la sede di lavoro secondo le modalità di trasmissione previste dal Decreto del Ministero del Lavoro del 30 ottobre 2007 concernente le comunicazioni obbligatorie.

Dal prossimo 25 novembre 2012, quindi, i datori di lavoro dovranno trasmettere le suddette comunicazioni utilizzando il sistema Unilav. Il mancato adempimento, al momento non risulta sanzionabile ma per evitare conseguenze più gravi in caso di disattenzione si consiglia provvedere alla trasmissione della comunicazione mediante Unilav anche tardivamente specialmente se è stato superato anche il quinto giorno successivo alla scadenza del contratto a termine che rappresenta il termine massimo per comunicare eventuali proroghe o trasformazioni.

Istruzioni operative Inps sul rimborso maggiori oneri sostenuti dalle aziende di trasporto pubblico

Dal primo gennaio 2005 sono stati abrogati i trattamenti economici di malattia speciali ed aggiuntivi in favore dei lavoratori addetti ai pubblici servizi di trasporto con l’applicazione dello stesso trattamento previdenziale di malattia previsto per la generalità dei lavoratori del settore industria. La contrattazione collettiva può comunque prevedere dei trattamenti aggiuntivi rispetto a quelli erogati dall’Istituto.

La legge n. 266/2005 ha stabilito che i maggiori oneri derivanti dagli accordi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali di categoria in attuazione dell’art. 1, comma 148, della legge n. 311/2004 siano finanziati utilizzando le somme residuate dagli importi destinati al fine di assicurare il rinnovo del contratto collettivo relativo al settore del trasporto pubblico locale.
Con la circolare 121 del 12 ottobre 2012, l’Inps fornisce le istruzioni che le imprese interessate dovranno seguire per il recupero degli importi spettanti per l’anno 2009.

Alle aziende di trasporto autorizzate al recupero delle somme anticipate per i trattamenti speciali aggiuntivi di malattia sarà attribuito il codice “4H” e nella compilazione del flusso Uniemens, all’interno dell’elemento Denuncia Aziendale, dovranno utilizzare il codice “L215” nell’elemento CausaleACredito, di AltrePartiteACredito.

Le aziende, inoltre dovranno produrre il Durc emesso con modalità ordinarie e dovranno effettuare le operazioni di conguaglio entro il 16 del terzo mese successivo all’emissione della circolare 121/2012 ovvero entro il 16 gennaio 2013.