Chi guiderà l’Italia del futuro? Percorsi di selezione della nuova classe dirigente – Alcuni spunti di riflessione

18/11/2014

Il 13 Novembre si svolto il tavolo di lavoro organizzato alla Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale per tracciare un’analisi aggiornata della classe dirigente italiana e prospettarne le linee evolutive, dal titolo “Chi guiderà l’Italia del futuro? Percorsi di selezione della nuova classe dirigente”.

All’incontro, moderato dal Direttore del Corriere del Mezzogiorno Antonio Polito, hanno preso parte Alessia Rotta, Deputato e responsabile della Comunicazione Pd, scrittore e saggista Giuliano Da Empoli, l’imprenditore e Presidente di Confimi Impresa Paolo AgnelliLuca Maria Scanu, Consigliere Delegato di Data Management HRM e il Direttore Generale Gfk  Eurisko Fabrizio Fornezza.

La riflessione sul ruolo delle classi dirigenti (pubbliche e private) è di grande attualità in un momento ove è necessario ripartire dai fondamentali per delineare la roadmap da seguire nel prossimo futuro. Mai come in queste delicate fasi, per la nostra ruling class emergono ruoli, obiettivi e visioni sempre più sfidanti, che richiedono rinnovate capacità di intermediare tra le risorse esistenti, spesso poco valorizzate, e le opportunità sovente non colte, componendo i diversi interessi nell’ottica del raggiungimento del bene comune. Nelle giovani generazioni è presente un enorme serbatoio di professionalità, unito a un alto potenziale di creatività e spirito di intrapresa, che non riesce a trovare occasioni e modalità per esprimersi e concretizzarsi al meglio. Per i giovani italiani è infatti assai difficile conseguire ruoli di responsabilità senza appoggi. In Italia, a guidare imprese pubbliche e private, banche, sindacati e istituzioni politiche sono soprattutto gli over 50 di sesso maschile. Pensare alle élite preesistenti come un unicum da rottamare, non aiuta il paese che, invecchiando, non riesce a identificare nelle nuove generazioni l’unica terapia decisiva. Una ricetta che sappia tenere assieme le virtù di giovani e meno giovani – prudenza, ascolto ed entusiasmo – sembra essere la più adatta a far rinascere il paese e le sue élite.

Che ruolo può avere l’impresa in questo processo? Secondo Luca ScanuLa formazione di una nuova classe dirigente e’ un elemento fondamentale. L’impresa può giocare un ruolo molto importante perché  mette a disposizione tutte le metodologie di selezione, formazione e crescita della  classe dirigente nonché molti manager capaci che potrebbero essere messi a disposizione della cosa pubblica“.

L’intervista integrale di Luca Scanu pubblicata sul sito del Sole 24 Ore.

Di diverso avviso l’intellettuale, scrittore e saggista Giuliano Da Empoli sostenendo che “in Italia la classe dirigente non è mai stata formata da nessuno anche quando la società era più rigida . Credo che sia difficile immaginare di costruire questi luoghi di formazione da zero, mentre invece converrebbe appoggiarsi alle dinamiche di mercato. E’ anche importante che i futuri leader imparino a convivere con l’incertezza”.

Alessia Rotta infine  ha espresso il suo punto di vista riguardo al significato concreto del nuovo modo di comunicare dell’élite italiana: “La comunicazione della classe dirigente è cambiata con una rivoluzione nel modo di intercettare i bisogni delle persone e guardare con occhi diversi ai cittadini, che finalmente possono dare del tu alla politica”.